CESENA

I ricordi di Elsa Mazzolini: un legame lungo decenni con il re della cucina Marchesi

Dalla frequentazione alla copertina a imitazione di Einstein e all'invito alla festa degli 80 anni

28/12/2017 - 17:10

I ricordi di Elsa Mazzolini: un legame lungo decenni con il re della cucina Marchesi

CESENA. Un innovatore in cucina, una innovatrice nel raccontarla. Nomi e cognomi: Gualtiero Marchesi, scomparso all’età di 87 anni, e la cesenate Elsa Mazzolini. Impossibile che le loro strade non si incontrassero. Lo fecero ben 35 anni fa, quando la giornalista cesenate diede vita al periodico La Madia, il primo in Italia a rivolgersi ai professionisti della cucina. Ma fece di più. Fondando una scuola, sempre a Cesena e anche qui tra le prime in Italia, invitò il maestro a tenere una sua lezione nella città malatestiana.

La prima lezione

«Ricordo bene quel giorno, eravamo all’inizio degli anni ’90 – racconta Elsa Mazzolini – Era la prima volta che Marchesi teneva una lezione pubblica in una scuola di cucina. Fece il raviolo aperto con pesce: uno dei suoi cavalli di battaglia».

«Un uomo coltissimo»

L’incontro tra la giornalista e il padre della cucina italiana era avvenuto all’inizio degli anni ’80, agli albori della rivista, tempi nei quali a parlare di gastronomia erano in pochissimi. «Mi affacciavo a questo mondo, andai da lui a Milano per imparare qualcosa, cercare di capire il mondo della cucina. Rimasi stregata dalla sua ampia cultura: saltava dall’arte, alla musica, alla letteratura con estrema facilità. Era un uomo coltissimo, potevi stare ore e ore ad ascoltarlo senza sentirne il peso».

Un legame lungo decenni

Lo speciale legame tra i due è rimasto intatto nel corso dei decenni, tanto che Marchesi invitò Mazzolini alla sua festa degli 80 anni celebrati alla Scala di Milano, a cui prese parte anche Chiara Zucchi, figlia di Elsa, attuale caporedattrice della rivista. «C’erano tutti i suoi allievi e amici più intimi. Per l’occasione pubblicammo una speciale copertina della rivista che lo ritraeva con la lingua di fuori a imitazione di Albert Einstein. Era un chiaro riferimento alla grandezza del genio. Lui non ne sapeva nulla. In tanti ci criticarono, lui invece ci fece i complimenti, e addirittura abbozzò un progetto per realizzare delle magliette con quell’immagine».

Allievi in Romagna

Gli ultimi contatti tra loro a inizio anno, poco prima che la malattia di Marchesi si manifestasse nella sua virulenza. Due anni fa invece Marchesi abbracciò il progetto di sicurezza a tavola che La Madia sta portando avanti insieme a Salvamento Accademy. Diversi sono gli allievi di Marchesi anche in Romagna come Vincenzo Cammerucci e Luigi Sartini, stretto era il legame con Gino Angelini, nome di punta della cucina italiana a Los Angeles. «La più grande eredità di Marchesi è stata culturale: considerare il cibo non solo nutrimento ma il risultato da un intreccio di elementi sociali, economici, culturali. Oggi questa interpretazione è accettata da tutti, 30 anni fa non era così. Era avanti mille anni. La storia lo ricorderà per questo».

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