Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 01:56

EPOCA MALATESTIANA

Un antico tunnel sotterraneo corre tra piazza del Popolo e il cimitero

Riscoperto durante la predisposizione dei sistemi di sicurezza per il Papa

Un antico tunnel sotterraneo corre tra piazza del Popolo e il cimitero

Uno dei chiusini piombati

CESENA. Un tunnel sotterraneo di epoca malatestiana che collega piazza del Popolo alla zona di via Pacchioni, del cimitero monumentale e di Ponte Abbadesse. Una “leggenda metropolitana” che corre da sempre di bocca in bocca tra i cesenati che è stata “scoperta” (è più corretto dire “riscoperta”) nei giorni febbrili che hanno preceduto la visita in città di Papa Francesco.

Galleria da un tombino

La fascinosa riscoperta della galleria sotterranea è stata fatta dalle forze di polizia che si stavano occupando di tutte le misure di sicurezza ed anti terrorismo in vista della presenza a Cesena del pontefice; ed è stata ossequiosamente tenuta per qualche giorno sotto silenzio per evidenti questioni di sicurezza e per permettere ai tecnici di ripristinare le condizioni (tombini piombati) che c’erano prima della visita papale.

Il collegamento parte da un angolo tra piazza del Popolo e viale Mazzoni. Aprendo un tombino simile a tanti altri anziché dei fili elettrici o delle fogne si trovano delle scale. Per capire di cosa si tratta ci si può unicamente rivolgere ai tecnici di Hera in servizio da più tempo. Chi insomma con 40 anni di lavoro alle spalle sta per andare in pensione ed ha ricevuto oralmente i racconti di questa galleria quando a sua volta era un giovane addetto delle Municipalizzata e veniva addestrato da quelli che allora erano i “vecchi” dell’azienda.

«Si tratta di un tunnel che esisteva prima ancora che ci fosse piazza del Popolo - spiegano ad Hera - e che da quanto ci è stato raccontato dai nostri colleghi che ormai non ci sono più poteva servire come via di fuga dalle pertinenze della Rocca senza essere visti. Poi nel tempo la sua funzione è mutata».

Acqua alla fontana

La galleria, alta due metri e mezzo e larga due, perfettamente percorribile anche da più persone insieme, venne riscoperta una prima volta a metà del ‘500.

Già Malatesta Novello covava l'idea di abbellire l’allora piazza Maggiore con una fontana, ma si dovette attendere più di un secolo affinché il suo sogno si realizzasse.

Il progetto della fontana Masini fu fornito nel 1588 dal pittore e architetto cesenate Francesco Masini, mentre i lavori idraulici erano già stati progettati a avviati da Tommaso Laureti tra il 1581 e il 1583; tra il 1586 e il 1590, poi, lo scalpellino Domenico da Montevecchio e i suoi aiutanti realizzarono la fontana e nel 1591, finalmente, iniziò a sgorgare acqua dalla fontana.

«Ecco - precisa il tecnico Hera entrando nella storia - in quel momento la galleria venne sfruttata per portare l’acqua da Rio Eremo e dalla zona del Cimitero fino alla Fontana Masini. Fontana che originariamente era circondata da fontanelle dove i cesenati attingevano acqua. La stessa acqua che alimentava la fontana ai suoi albori».

Da piazza del Popolo al cimitero

Attualmente, calandosi nel tunnel in piazza del Popolo, la galleria corre in più diramazioni; la principale va sotto le scalinate che portano alla anagrafe. Ogni tanto ci sono delle “bocche di lupo” che illuminano il cammino. Ed a cadenza regolate ci sono dei nuovi accessi. Come in via Fattiboni (la salita dell’anagrafe) dove dietro ad una porta di legno chiusa con lucchetto e molto vecchia, non si nasconde una stanza ma un’altra imboccatura per scendere nella galleria. Il tunnel prosegue poi sotto ed a fianco di via Quattordici, costeggiano di giardinetti a fronte dei condomini. Ha un altro accesso- uscita in via Garampa proprio all’inizio della stessa. Poi si può percorrere sotto terra ancora fino a via del Tunnel.

«La parte che prende vita da piazza del Popolo nel tempo è stata ammodernata. Per tanto tempo ci sono state (e ci sono ancora ) le condutture di acqua, luce, gas e telefono. Così è stata cementificata ed è anche stata dotata di illuminazione. Poi però, marciando verso via Garampa, il tunnel torna ad essere quello dell’ignota epoca costruttiva. Fatto con pietre di fiume e malta come si lavorava nell’antichità. A ridosso di via Garampa si interrompe bruscamente. Non perché il tunnel sia finito. In realtà andrebbe avanti fino alla zona del cimitero, ma camminandoci dentro qui si trova un muro di mattoni. Eretto quando in superficie fu costruita via Del Tunnel per non lasciare possibilità a nessuno di camminare sotto ad una strada allora nuova e che sarebbe diventata di grande traffico».

L’esistenza del tunnel era parzialmente riaffiorata in tempi moderni. «Esattamente nel 2012 quando, per le nuove normative, come Hera siamo stati costretti a far uscire da lì sotto le tubature del gas. È stato il momento in cui, approfittando di dover “rompere” la piazza del Popolo, vennero realizzati i passaggi “lisci” dedicati ai disabili ed ai passeggini. In quel momento la prima parte del tunnel venne riscoperta. Ancora oggi è piena di cavi e collegamenti per utenze di tutti i tipi. Mentre fuori da piazza del Popolo andando verso il cimitero, resta una parte di storia cesenate quasi ignota e inesplorata».

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