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Muore dopo il sushi

Indagato il ristoratore in attesa che l'autopsia faccia chiarezza sul decesso

Muore dopo il sushi

SAVIGNANO MARE

Ha accusato un malore dopo aver mangiato in un fast food asiatico della zona del Romagna Shopping Valley: l’unico di quell’area che era aperto quel giorno. E’ morta dopo 5 giorni di ricovero in Rianimazione. Sul perché sia deceduta per ora è mistero fitto. Un mistero che potrà essere dissipato soltanto dagli esiti dell’autopsia.

Il caso

Al momento è stato indagato (come atto dovuto) il legale rappresentante asiatico del luogo di ristorazione dove la donna ed il marito avevano mangiato lo scorso 16 aprile. La domenica di Pasqua. El Naduny El Hou e sua moglie 33enne Khadija Oushi, da anni residenti a Gatteo, erano come sempre in compagnia del figlioletto di 5 anni. L’unico che non ha accusato alcun tipo di malessere dopo il pasto.

Hanno mangiato prevalentemente sushi, cibo del quale il fast food in questione è specializzato, poi si sono alzati per rientrare verso casa.

Il malore

Ad accusare per primo malessere è atto il marito. Mal di stomaco all’estrema potenza tanto da essere costretto a rigurgitare il pasto non molto dopo averlo consumato. Di lì a poco anche la moglie è stata colta da malore, ma prima che le si manifestassero sintomi analoghi a quelli del compagno ha iniziato a “respirare male”. «Usa il “puf”» sono state le parole del compagno nei confronti della moglie. La donna infatti era gravata da una forma asmatica e sul momento riteneva di essere stata colta da un attacco respiratorio di quella natura. Adesso invece dovrà essere il risultato dell’autopsia alla quale è stata sottoposta a chiarire esattamente cosa l’abbia uccisa. E dovrà farlo con dovizia di particolari.

Il ricovero e la morte

La situazione per Oushi Khadija è andata immediatamente peggiorando. Al punto che il marito ha ritenuto necessario trasportarla in ospedale. La donna in poco tempo è entrata in coma. I medici della Rianimazione hanno cercato di fare tutto quanto era nelle loro possibilità per strapparla alla morte. Ma dopo 5 giorni di ricovero non c’è stato più nulla da fare. Dal 21 aprile la salma della 33enne è all’obitorio del Bufalini sottoposta a vincolo dalla procura.

L’indagine

Il pm Laura Brunelli ha disposto l’autopsia sulla salma delle 33enne. Esame che è già stato svolto dalla patologa Donatella Fedeli. Al contempo i carabinieri dei Nas hanno sottoposto a campionatura tutto quanto era presente nel ristorante dove la coppia ha mangiato. L’incrocio di queste due analisi dovrà chiarire la causa della morte. Se da un lato infatti la donna soffriva di problematiche respiratorie e potrebbe essere stata uccisa da una reazione allergica (che è anche tra le prime indicazioni che paiono trapelare dall’autopsia) dall’altra il malore del marito e la concomitanza col pasto potrebbero indicare una ingestione fatale per la 33enne. Nei giorni successivi alla morte anche l’uomo è stato sottoposto ad un ciclo di analisi che dovranno chiarire se nel suo sangue ci sia traccia di qualche elemento che possa fare luce sulla morte della moglie. Il marito ed il piccolo di 5 anni ora orfano di madre, sono tutelati dall’avvocato Angelo Pisarro, del foro di Castrovillari. Anche loro attendono con ansia gli esiti dell’esame autoptico e delle varie analisi e campionature eseguite dai Nas. Sulla prima, l’ufficialità riguardo alla parte microscopica non si potrà avere prima di 60 giorni. Sulle seconde, esiti eventualmente da portare ad evidenza verranno consegnati (qualora ne emergano) direttamente al pm dai Nas di Bologna.

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