CESENATICO

Vandali contro la targa dei coniugi Brumer

L'insegna è stata subito tolta e sarà sostituita «con una nuova, più bella e consona al luogo»

Vandali contro la targa dei coniugi Brumer

CESENATICO. I vandalismi sono di per sé atti vergognosi. Se poi riguardano vittime del nazifascismo sono ancora più beceri. Imbrattata e coperta con vernice su entrambi i lati la targa che ricorda i coniugi Brumer, posta nei giardini pubblici dello Squero. Furono assassinati nel settembre del 1944, nei pressi dell’aeroporto di Forlì dai nazisti, assieme a 18 altri sventurati: uomini e donne in maggior parte di origini ebraiche. Trucidati dopo esser stati catturati con la collaborazione dei fascisti, nel corso dei rastrellamenti.

Lo scorso 20 ottobre, nel 72° anniversario della Liberazione di Cesenatico, è stata intitolata ai coniugi Brumer, vittime della ferocia nazifascista, la pineta del vecchio Squero. Fu l’ex sindaco Roberto Buda ad avviare la pratica e l’attuale primo cittadino Matteo Gozzoli a dar corso alla cerimonia di intitolazione, assieme agli studenti delle scuole medie e delle superiori.

Il gesto teppistico di giovedì sera oltre che stupido è tanto più squalificante perché commesso nell’imminenza della data dal 25 aprile, in cui si celebra la Liberazione. I vandali hanno compiuto il gesto di nascosto, celati nella tenebra. Fatto sta che ieri mattina è stato lo stesso sindaco Matteo Gozzoli, che in autunno aveva intitolato la pinetina dello Squero ai coniugi Brumer, a segnalare l’avvenuto imbrattamento della targa stradale messa a loro memoria. Nulla di irreparabile, al di là dell’inqualificabile e acefalo gesto compiuto: quella targa imbrattata sarà a breve sostituita con una più grande e meglio rifinita.

A comunicarlo è lo stesso sindaco Gozzoli: «Al fatto scriteriato abbiamo subito provveduto a rimediare. La targa imbrattata di vernice grigia che ha coperto i nomi è stata tolta. Verrà sostituta con una nuova, più bella e consona al luogo. Non sarà pronta per il 25 aprile ma con i ragazzi della scuola media quel giorno in bicicletta faremo sosta davanti alla pinetina dello Squero, come in altri luoghi della memoria partigiana».

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