MONTIANO

Morto il ciabattino generoso

Non si faceva pagare le riparazioni e apriva bottega alle sei per far scaldare gli studenti

di GIORGIO MAGNANI

14/01/2017 - 11:30

Morto il ciabattino generoso

MONTIANO. Morto il ciabattino dal cuore d'oro: «spesso non si faceva pagare» e metteva a «disposizione il suo laboratorio alle 6 di mattina per tenere al caldo gli studenti in attesa della corriera».

Due sere fa si è improvvisamente spento Sergio Francisconi, classe 1927, che avrebbe compiuto 90 anni quest'anno e che ha dedicato la sua vita a riparare le scarpe. Abitava, e aveva il laboratorio, vicino a piazza Maggiore e due sere fa i montianesi hanno sentito le sirene della Croce Rossa che arrivava di fretta. Ma accertato il decesso avvenuto per cause naturali, su indicazioni dei familiari, la salma non è stato trasportata inutilmente all'ospedale. Sergio proveniva da una famiglia di ciabattini, da più generazioni, e si è distinto nell'aiutare gli altri. Con lui la generazione di ciabattini rischia di interrompersi, visto che il figlio maschio è scomparso prematuramente negli anni Ottanta. Ieri a Montiano la costernazione era palpabile, assieme alle condoglianze alla figlia Nicoletta, alle nipotine Giulia e Martina e agli altri parenti.

«Con Sergio se va un pezzo di storia di Montiano – afferma Guido Lucchi – Aveva sempre un sorriso per tutti e la sua bottega era sempre aperta, anche per pura aggregazione. Rimarrà sempre nei nostri cuori».

«Francisconi era un punto di riferimento – conferma Fabio Molari, sindaco di Montiano – fin da bambino svolgeva il lavoro di ciabattino. Con il padre si recava a casa dei contadini che poi li pagavano dopo il raccolto e spesso con prodotti in natura. Poi è sempre stato nel laboratorio sotto alla rocca. Ultimamente tanti cittadini mi hanno riferito che non si faceva nemmeno pagare. Quando protestavano perché invece ritenevano giusto che ricevesse un compenso anche se modesto, avrebbe risposto ad alcuni che lo faceva volentieri per passare il tempo. Sicuramente se n'è andato un animo generoso che mancherà ai montianesi».

Altri particolari arrivano da un vicino di casa: «Andavo ogni mattina alle 6 ad alzargli la serranda – riporta Francesco “Kekko” Lucchi – visto che per lui quasi 90enne era troppo faticoso. Apriva così presto la bottega, poiché è posta di fronte alla fermata dell'autobus e voleva dare la possibilità agli studenti di aspettare al caldo l'arrivo del mezzo. In gioventù, nei mesi primaverili, faceva anche “l'innestatore” di alberi da frutto. Ma Sergio era fatto così: più che a se stesso pensava agli altri».

Oggi alle 15 si terranno le esequie funebri nella chiesa parrocchiale di Sant'Agata di Montiano e poi l'ultimo viaggio al vicino cimitero.

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