Sabato 01 Ottobre 2016 | 15:47

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INDAGINE SULLA "TIR SPAGNA"

Bancarotta fraudolenta: otto accusati

Nascosti denaro e documenti La palla sta per passare al gip

Bancarotta fraudolenta: otto accusati

CESENA. Bancarotta fraudolenta per aver in concorso distratto denaro e nascosto documentazioni inerenti la "Tir Spagna". E' l'accusa mossa contro un gruppo di persone che hanno avuto ruoli diversi nella nota società cesenate del mondo dei trasporti, che all'epoca in cui il pubblico ministero Filippo Santangelo ne chiese il fallimento in maniera coattiva (era il maggio del 2012) andava sotto il nome di "Tir Spagna Transports Srl".

Sono otto le persone che lo stesso pm ha chiamato davanti al gip, alla fine di gennaio, per capire se debbano o meno essere rinviati a giudizio per un alto numero di reati ed un quantitativo ingente di denaro “fatto sparire” dalle casse della società.

In cima alla lista c’è Marino Buratti, cesenate 60 anni (difeso dall’avvocato Marco Martines). La Procura lo chiama in causa pressoché in ogni capo d’imputazione del procedimento. Lo accusa in qualità di amministratore di fatto della società di aver distratto tra il 2008 ed il 2010 oltre 2 milioni e 800 mila euro dalle casse contabilizzando fatture per operazioni inesistenti per acquisti fittizi di carburante, poi di aver distratto somme per 610 mila euro circa tra il 2004 ed il 2009, contabilizzando tredicesime e quattordicesime mensilità materialmente non corrisposte ai dipendenti, assieme a poco meno di altri 300 mila euro nel 2007, con altre false registrazioni contabili. E’ accusato anche di essersi corrisposto degli indebiti compensi e rimborsi, a sé ed al liquidatore della società, di aver ceduto ad un’altra società 12 motrici di autocarro per un valore diminuito di 400 mila euro circa rispetto a quello reale, di aver tolto capitali alla Tir Spagna Transports con degli indebiti pagamenti ad un paio di dipendenti. Ancora, di aver distrutto e falsificato in parte dei libri contabili per procurarsi ingiusti profitti e creare pregiudizio ai creditori. Infine, di aver eliminato documenti di trasporto di prodotti ittici in viaggio tra Italia e Spagna.

Per Alfiero Celli, 66 anni roncofreddese (difeso dall’avvocato Giorgio Fabbri) le richieste di rinvio a giudizio dell’accusa sono in qualità di amministratore di diritto della Tir Spagna Trasports Srl di aver contribuiti alle stesse distrazioni dalle casse contestati a Buratti (per quasi 4 milioni di euro), per la distrazione e falsificazione di libri contabili e dei documenti da e per la Spagna, ma anche di aver presentato dichiarazione dei redditi 2008 utilizzando fatture per operazioni inesistenti per quasi 3 milioni e mezzo di euro.

Adolfo Povia, 59 ani di Monfalcone (difeso dall’avvocato Alberto Bricchi) è chiamato in causa dall’accusa, come amministratore di diritto della società, per 165 mila euro di buste paga “fittizie” e per indebiti compensi da circa 100 mila euro. Anche per lui le accuse sono legate alla cessione a prezzo calmierato di 12 motrici alla Ripa Trasporti, a compensi indebiti ad un paio di dipendenti, a documenti di viaggio tra Spagna e Italia ma anche alla documentazione da 130 mila euro circa messa a dichiarazione dei redditi nel 2009 e a 159 mila euro di Iva non evasa. Il tutto con l’aggravante che (dopo una sentenza a suo carico per reati del 2004) aveva ricevuto dalla magistratura la pena accessoria di inibizione all’esercizio di impresa commerciale per 10 anni.

Silvio Prosperi, 46 anni, milanese (difeso dall’avvocato Carmine Farace), per la Procura deve essere chiamato a giudizio perché, come liquidatore della società (tra il maggio 2011 ed il febbraio 2012), avrebbe distratto dalle casse societarie oltre 300 mila euro di compensi non dovuti, agevolando pagamenti sospetti ad un paio di dipendenti e contribuiti alla distruzione documentale già citata per gli altri indagati oltre che per uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti con omissione di versamenti Iva per oltre 750 mila euro.

Alì Mekacher, 39 anni di origini tunisine residente ad Ascoli Piceno (difeso dall’avvocato Anna Balena), è l’amministratore unico della Ripa Trasporti Srl che per la Procura avrebbe usufruito dell’acquisto dei 12 rimorchiatori a prezzo “agevolato” rispetto a quello di mercato, traendone ingiusto profitto. E’ chiamato davanti al gip pure per la distrazione e falsificazione di libri contabili.

Daniele Parisi, cervese di 59 anni, (difeso dall’avvocato Filippo Poggi) è uno dei dipendenti della Tir Spagna trasports che per le accuse mosse dal Pm, con procura speciale, avrebbe ricevuto compensi per 110 mila euro che servivano a togliere soldi alle casse societarie in maniera indebita. Anche per lui ci sono accuse legate alla distruzione documentale, così come per Jurgita Pranckeviciute, lituana residente a Ravenna (difesa dall’avvocato Francesca Docci), altra dipendente della Tir Spagna Trasports, che il gip accusa di avere ricevuto indebiti compensi per quasi 75 mila euro.

Francesca Bertini, cesenate difesa dall’avvocato Elena Tonelli, è stata chiamata in causa dal Pm in qualità di segretaria ed esclusivamente per l’ipotizzata distruzione di documenti “ittici” per trasporti da e per l’asse Italia-Spagna, grazie alla quale si sarebbero ottenute fatturazioni con conseguente sottrazione di utili alla società cesenate poi fallita ed al centro di questo delicato intrigo giudiziario.

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