Giovedì 29 Settembre 2016 | 15:33

IL CASO

Perizia chiave per risolvere il mistero

Giovane ferito al laghetto a San Mauro Pascoli

Perizia chiave per risolvere il mistero

Enrico Zani

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SAN MAURO PASCOLI. «Questa vicenda mi ha fatto male. Preferisco starci lontano». Enrico Zani, ferito, nell’ambito di un episodio dai contorni ancora poco chiari al lago di San Mauro Pascoli, cerca di tenere comprensibilmente a distanza la tremenda storia che lo ha visto protagonista lo scorso 28 aprile.

All’età di trent’anni è stato ritrovato con la testa rotta, in un lago di sangue. Sembrava fosse l’inizio della fine e invece Enrico ce l’ha fatta e può raccontarla.

«In realtà, però, di quell’episodio non ricordo nulla - riferisce - Da quando ho raggiunto quell’auto a quando mi sono risvegliato non ho memoria di niente. Spero che siano gli inquirenti a raccontarmelo prima o poi».

Adesso Zani sta bene e continua la sua vita di prima (è un cuoco affermato).

Nel frattempo, un giovane si è presentato, a distanza di due settimane dal fattaccio, raccontando però una versione che non convince gli investigatori della squadra mobile.

«Non lo conosco personalmente, ma l’ho riconosciuto nelle foto segnaletiche: sia lui, sia l’amico che sarebbe stato con lui. Mi era capitato più volte di doverlo allontanare dal lago, perché andava lì a drogarsi».

Brutale aggressione o investimento stradale? Senza il ricordo della vittima, che per qualche tempo è rimasto in prognosi riservata e secondo i medici ha ormai definitivamente rimosso l’accaduto, è tutto più difficile.

Una perizia è stata depositata nei giorni scorsi in Procura. Enrico presentava due ferite simmetriche alla tempia destra e alla tempia sinistra. Forse ha preso una botta, ha subìto un colpo con la portiera e poi è caduto ed è stato investito.

I due ragazzi indagati ammettono di essere stati sul posto, ma sostengono di essere sfrecciati via con l’auto e di non essersi accorti di avere eventualmente investito il giovane che era andato a vedere chi fossero gli intrusi entrati nell’area privata del laghetto preso in gestione dalla sua famiglia.

L’inchiesta è agli sgoccioli e l’esito della perizia, assieme alle testimonianze raccolte dovrà portare a disegnare lo scenario di quanto accaduto. Da una parte c’è l’ipotesi di aggressione volontaria, dall’altra quella dell’investimento stradale con omissione di soccorso (il fatto è accaduto prima dell’entrata in vigore delle nuove norme molto più severe). Il conducente della vettura è difeso dall’avvocato Igor Bassi; la parte offesa da Mattia Lancini.

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