Venerdì 09 Dicembre 2016 | 10:36

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SCUOLA

Un dubbio blocca le nomine degli insegnanti

Il nodo sono le regole per i supplenti in posti vacanti già da 36 mesi

Un dubbio blocca le nomine degli insegnanti

CESENA. Un comma di dubbia interpretazione “congela” le nomine di alcuni insegnanti. È quanto si apprende da un articolo pubblicato sul sito Orizzonti Scuola, dove ieri è stato segnalato che «a Cesena alcuni dirigenti scolastici mettono in stand-by le nomine dei docenti, in attesa di chiarimenti da parte del Miur sul divieto di nomine di supplenti che abbiano raggiunto i 36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili, anche non continuativi».

Al centro del contendere - viene spiegato - c’è il «famoso e odioso» comma 131 della legge 107/2015, che recita: “A decorrere dal 1º settembre 2016, i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi”.

«I dirigenti in questione - riferiscono i docenti ad Orizzonti Scuola - sostengono che la norma sia di interpretazione ambigua e che non ci siano le condizioni per l’assunzione di precari che abbiano già maturato 36 mesi di servizio su posti vacanti e disponibili.

Questo il motivo per cui ad alcuni docenti incaricati annuali di religione, che solitamente firmavano il contratto dal 1° settembre al 31 agosto, è stato chiesto di non partecipare ai lavori scolastici fino a quando non ci sarà un chiarimento. Lo stesso vale per altri docenti di altre classi di concorso e nelle medesime condizioni.

Un tentativo di chiarimento dal Ministero era già arrivata, ma «evidentemente esso continua ad essere ancora ambiguo, dal momento che oggettivamente sta dando luogo a interpretazioni diverse».

I dirigenti scolastici chiedono: dal 1° settembre 2016 scatta il divieto o il conteggio che porterà al divieto di nomina?

Il dubbio è riferito a posti vacanti e disponibili e che non mette in discussione le altre tipologie di supplenza.

«A rigore la norma non può essere retroattiva - commentano da Orizzonti Scuola -, ma dato che non tutti i dirigenti scolastici sono concordi nell’interpretazione, sarebbe necessario un ulteriore chiarimento del Miur».

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