Sabato 01 Ottobre 2016 | 12:22

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«Scavando con le mani dimenticandosi di tutto»

Terremoto: sono tornati dalla missione i vigili del fuoco

«Scavando con le mani dimenticandosi di tutto»

Le macerie di Pescara del Tronto

CESENA. Stavano svolgendo il normale servizio di controllo del territorio. Anzi: erano già stati impegnati più di altre notti. Quando poco dopo le 3.35 hanno sentito la scossa di terremoto. E tre ore più tardi erano già in viaggio verso le macerie.

Sono stati per 4 giorni l’avamposto cesenate nel dramma del terremoto che ha colpito il centro Italia. Tre vigili del fuoco di Cesena con sei colleghi del comando di Forlì (di cui uno è un cesenate) sono stati immediatamente prelevati dalla “routine” di una notte come tante altre della provincia romagnola e catapultati in un incubo.

Dopo 4 giorni di servizio ieri, rientrati, hanno avuto la possibilità di raccogliere i pensieri e raccontare. I capi squadra parlano per tutti.

«Un gruppo fantastico di 9 persone - spiegano subito - che ha saputo superare le difficoltà che si presentavano senza sentire freddo, fatica e fame. Anzi, all’inizio, senza nemmeno rendersi conto dell’esigenza di dormire e mangiare per poter lavorare al massimo».

Destinazione Pescara del Tronto: dove il terremoto, assieme ad Amatrice ed Accumoli, ha lasciato i segni peggiori. Sotto forma di macerie e, soprattutto, di vittime.

«Case molto vecchie di concezione e costruite di “pietra grossa”. Siamo stati catapultati la in poche ore - raccontano i reduci dall’esperienza nel cuore del sisma - Fino a poca distanza dai punti dell’epicentro non avevamo nemmeno la sensazione dell’accaduto. Poi, arrivati a Pescara del Tronto, la prima cosa che abbiamo visto è stato un nostro collega vigile del fuoco della zona. Completamente ricoperto di polvere nella divisa ed addosso. Aveva occhi azzurri che brillavano nell’alba e facevano da contraltare a com’era ricoperto di sporco. Poi solo macerie».

Scavare alla ricerca di persone vive. Nella consapevolezza, arrivata, fin da subito o quasi, che se ne troveranno soltanto di morte. Una decina almeno i corpi estratti dai pompieri di Forlì e Cesena. «Il primo giorno lo abbiamo dedicato quasi tutto a due case, una in particolare che era crollata in un tratto scosceso. Nella prima abitazione abbiamo trovato i corpi senza vita di una madre ed una figlia. Nella seconda abbiamo speso tantissimo tempo pur avendo avuto indicazioni abbastanza precise di dov’era il corpo. Anche qui alla fine non c’era speranza».

Poco più in la, in un’altra casa, altri vigili del fuoco assieme a poliziotti e carabinieri, riescono a trovare una persona viva: una bimba di 10 anni.

«Sono cose che ti moltiplicano le energie. Scavi con le mani poi utilizzi tutti i mezzi idraulici e non che hai a tua disposizione. Facendosi aiutare anche dalle altre forze dell’ordine. Tu li sei lo “specialista”. Che deve fare più che può. Non è certo un peso. Anzi: lavori con una carica addosso che non ti fa sentire ne fame ne sonno. Dopo tutto il primo giorno di lavoro ci siamo resi conto che avremmo dovuto quanto meno mangiare. E poi anche dormire. Altrimenti non avremmo proseguito in nessuna maniera perché le forze sarebbero di li a poco venute meno. Solo in quel momento dei colleghi arrivati da Alessandria ci hanno dato il cambio».

I primi giorni sono stati spesi nel recupero di corpi senza vita. «Con ogni tanto elicotteri in volo che sollevavano corpi estratti, per portarli via. Molto più spesso morti, qualche volta persone scampate al sisma.

Le forze si moltiplicavano malgrado le scosse di terremoto stessero proseguendo.

Ci sia accorge di lavorare vicino a mura pericolanti che potrebbero finirti addosso. Sai che a casa ci sono mogli e figli che ti aspettano, Ma vai avanti lo stesso a scavare. Perché senti il suono di un carillon sotto ai sassi. Perché ti sembra di sentire un lamento da sotto le macerie».

Poi il lavoro è cambiato.

«Inizi a rapportarti coi le persone che si sono salvate. C’è a chi devi comunicare di aver trovato il proprio nipotino morto. Mentre tutto il resto della famiglia s’è salvata ma piange. C’è chi chiede di aiutarli a recuperare dei beni. Non importa se si tratta di “qualche soldino messo da parte” finito sotto le pietre. Piuttosto che una coperta o un oggetto ritenuto prezioso. Per le persone che hanno subito un trauma simile ci sono cose che hanno importanza quasi come la vita. E tu sei li anche per questo».

Quattro giorni. Poi il rientro. «Altri colleghi romagnoli ci hanno dato il cambio e Cesena darà ancora il suo contributo al terremoto. Così come Forlì. Altri vigili del fuoco partiranno per quelle zone. La settimana prossima».

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