Martedì 27 Settembre 2016 | 02:11

MONTIANO, IERI LA SENTENZA

Violenze a minori sul bus: autista condannato

Pena di 2 anni e mezzo per "ipotesi lieve": la Procura aveva chiesto 6 anni ai giudici

 Violenze a minori sul bus: autista condannato

LONGIANO. Era accusato di aver molestato sessualmente delle minorenni mentre guidava l’autobus di linea in una tratta di Cesena. L’autista di bus montianese protagonista di questa storia, ieri è stato condannato in Tribunale a Forlì. A Maurizio Baravelli è stata riconosciuta l’ipotesi lieve. Che per reati di violenza sessuale significa una condanna a 2 anni e mezzo.

Una pena mite se paragonata a quanto aveva chiesto la Procura per lui (il pm era Antonio Vincenzo Bartolozzi). Che nelle proprie conclusioni enunciate al Presidente Giorgio di Giorgio (con i giudici a latere Roberta Dioguardi e Camillo Poillucci) aveva chiesto 6 anni di reclusione.

Baravelli all’epoca dei fatti aveva 51 anni, entrò nell’inchiesta aperta dopo chiamate al 113 e dopo l’intervento nel fascicolo sull’accaduto da parte della Squadra Mobile.

All’epoca dei fatti a dare l’allarme furono una ragazza cesenate ed uno straniero privo di permesso di soggiorno. Riferirono alla polizia come l’autista dell’autobus su cui viaggiavano, stesse sbaciucchiando ed allungando le mani verso due ragazzine che si trovavano a fianco della postazione guida. Il tutto mentre mostrava loro i genitali e si “toccava” mentre proseguiva a guidare.

All’intervento della Volante tutti negarono che fosse avvenuto alcunché. Le indagini però non si fermarono. La Mobile volle riparlare con le due 17enni con una delle due che alla fine riraccontò i fatti, grossomodo come erano stati descritti al telefono dai primi a chiamare soccorso.

L’uomo (difeso dall’avvocato Giovanni Majo), a porte chiuse durante il processo, nell’ultima udienza aveva anche raccontato la sua verità. Rispondendo sia alle domande che alle accuse di atti osceni in luogo pubblico e violenza sessuale. Aveva, sintetizzando, ricondotto la questione su bianari molto più semplici e molto meno appariscenti di come descritti invece nelle accuse. In parte è stato creduto. O quanto meno i giudici hanno ritenuto che l’ipotesi lieve della violenza fosse quella migliore nel sancire la condanna. Cosa abbia spinto i giudici alla sentenza da due anni e 6 mesi a carico del montianese, è patrimonio delle motivazioni che i giudici renderanno disponibili alle parti non prima di 60 giorni.

 

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