Mercoledì 07 Dicembre 2016 | 19:13

OPERAZIONE IPPOCAMPO

Bloccati immobili per circa 2 milioni di euro

Dai conti correnti arrivato un altro milione, di cui quasi la metà era in quello del Cesena

Bloccati immobili per circa 2 milioni di euro

CESENA. La “caccia al tesoro” degli uomini della guardia di Finanza di Cesena nella parte terza dell’operazione Ippocampo, per la gestione di Igor Campedelli della società sportiva cesenate, finora non ha dato numericamente i risultati sperati.

Gli 11 milioni di controvalore che sono ricostruiti passo passo nelle accuse formulate dal capo procuratore Sergio Sottani sulla carta restano con il loro peso specifico di enorme rilievo. Ma si sono, almeno per ora, sottratti al mirino degli investigatori nel concreto.

Le fiamme gialle coordinate dal capitano Arturo Tavani anche ieri hanno lavorato tutto il giorno per arrivare soprattutto ai conti correnti ed alle cassette di sicurezza. Il blitz iniziato due giorni fa è stato completato al 90%.

L’ipotesi, è quanto trapela dal silenzio investigativo, è che alla fine la Finanza chiuderà le operazioni blindando valori per circa 3 milioni di euro.

Un paio di milioni da terreni ed immobili che già due giorni fa erano stati fermati dalle fiamme gialle. Un milione arriverà da ciò che è ancora presente nei conti correnti riconducibili ai protagonisti della vicenda.

La metà circa di questi soldi liquidi (poco più di 400 mila euro) era presente all’interno dell’attuale conto corrente Ac Cesena. Società dalla quale è partito l’esposto che ha dato il via all’indagine, e che per un gioco perverso ora ne sta pagando le conseguenze al punto da rischiare il crack.

I sequestri stano interessando i beni oltre che dell’ex presidente Igor Campedelli, anche di Potito Trovato, Coclite Mastrorazio, Luca Leoni, Luca Mancini e Maurizio Marin.

A queste persone fisiche vanno aggiunte tre società: la A.C. Cesena Spa, Villa Turi Srl e Double T Srl, realtà immobiliari in mano a Potito Trovato, protagoniste a più livelli nelle accuse delle false fatturazioni contestate.

Il decreto di sequestro preventivo è finalizzato alla confisca ed è stato firmato dal gip Luisa Del Bianco.

Dei sette indagati solo l’attuale presidente della società bianconera, Giorgio Lugaresi, non è stato toccato da provvedimenti. Dall’inizio della vicenda (che ha lui stesso dato vita con un esposto) la sua posizione è evidenziata come più leggera e marginale rispetto a quella delle altre persone toccate dall’indagine. Presente per aver firmato a pochi mesi dal reingresso alla guida della società, il primo bilancio post Campedelli.

Diverso il discorso per Igor Campedelli ed i tre imprenditori e due commercialisti cesenati che gravitavano attorno all’universo Cesena.

Si cercano a Trovato beni per 2 milioni e 900 mila euro; a Marin (1,5 milioni), Mancini (1,2 milioni), Campedelli (733 mila euro), al pescarese Mastrorazio (350 mila euro) e Leoni (150 mila euro).

Ma nei rapporti bancari che sono stati “sigillati” distribuiti in 44 banche (65 conti correnti, 34 depositi titoli e il contenuto di 6 cassette di sicurezza) per ora sono stati fermati molti meno fondi di quanto investigatori ed inquirenti sperassero. Le verifiche proseguiranno anche nella giornata di oggi.

Più agevole è stato il versante immobiliare dei sequestri: “blindati” dai finanzieri 19 fabbricati (non solo case, ma anche rimesse auto, uffici e studi) a Cesena, Savignano, Cervia, Rimini e Milano e 14 terreni, tutti a Cesena.

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