Lunedì 26 Settembre 2016 | 15:54

FERITI

Agguato ultras all'autogrill di Pescara tra caschi, spranghe e coltelli

La trasferta di alcuni supporter del Cesena si è conclusa tra le cariche e con medicazioni in Pronto soccorso

Agguato ultras all'autogrill di Pescara tra caschi, spranghe e coltelli
CESENA. Poco meno di cinque minuti di guerriglia. Con un gruppo (non molto nutrito ma ben attrezzato) di ultras del Pescara che hanno teso un agguato ad alcuni pullman di Cesena appena partiti per rientrare in Romagna dopo la sconfitta patita allo stadio Adriatico.
Una fetta della frangia più violenta di tifo pescarese ha “azzardato” un’imboscata, sperando che le prassi di polizia restassero le stesse di sempre. Il fine dichiarato era quello di poter incrociare duello con i tifosi del Cesena, prendendoli alla sprovvista. Un’operazione che è riuscita attorno alla mezzanotte e per la quale un numero ancora imprecisato di persone è rimasta ferita.
Siamo all’autogrill “Torre Cerrano Est” dell’autostrada A14: l’unico punto di rifornimento per gli automobilisti che si trova tra i caselli d Pescara Sud e Pescara Nord. E’ qui che, per prassi, la scorta di polizia pescarese dedicata agli ospiti, esce dall’autostrada lasciando ai colleghi provenienti da altra regione (in questo caso la Digos di Forlì) il compito di proseguire la marcia fino a casa assieme ai tifosi. Cinque i pullman da Cesena: alcuni del Centro Coordinamento, altri degli ultras cesenati. Le auto di polizia abruzzesi che precedevano il corteo imboccano l’uscita per fermarsi all’autogrill. Due dei pullman cesenati proseguono la marcia. Altri tre credono di dover seguire quelle vetture di polizia ed entrano in autogrill a loro volta.
Due pullman seguono le auto blu in maniera stretta, anche se queste stanno entrando nella parte di posteggio riservata alle auto. Un terzo autista invece prende la via d’ingresso del Torre Cerrano in direzione del posteggio pullman. Ed era quanto gli ultras del Pescara speravano. Poco meno di una quarantina, armati di spranghe, coltelli, bastoni e sassi, non hanno neppure atteso che il bus rallentasse per iniziare a scagliarvi contro di tutto.
I pescaresi erano arrivati da una via retrostante l’autogrill ed avevano scavalcato solo una recinzione per arrivare nell’area del blitz.
Il lancio di oggetti ha rotto una delle portiere di questo bus. Ben presto un numero pari di ultras del Cesena si è riversato all’esterno per rispondere all’aggressione subita. Cinque minuti di contatti fisici violenti, lanci di bottiglie e rissa che hanno portato a 4 feriti tra i cesenati, poi raggiunti di li a poco anche da qualche “collega” degli altri pullman. Per separare i contendenti sono dovuti intervenire manganellando i poliziotti: per i quali quell’ingresso in autogrill doveva significare la fine del turno ma ne è diventata la parte saliente. Impossibile quantificare il numero di feriti tra gli ultras del Pescara.
Molti di essi erano protetti da caschi da moto. Tutti, all’arrivo della polizia ed al sopraggiungere dei rinforzi per i tifosi bianconeri, sono scappati in direzione della staccionata da cui erano entrati nell’area autostradale, per poi dileguarsi in auto nelle campagne della periferia.
E’ su di queste persone, gli aggressori abruzzesi, che ora si stano concentrando le indagini della Digos. Per arrivare a denunciarne ed a munirne di Daspo nel maggior numero possibile.
Tra i feriti, tutti rientrati a Cesena in pullman, solo un 28enne, gravato da una ferita alla testa causata da una presumibile bastonata, ieri nella tarda mattinata si è recato in pronto occorso per le suture del caso. Resta da capire se e come, la tifoseria pescarese dovrà ora pagare (sotto forma di sanzioni, squalifiche del campo o inibizioni alle trasferte) l’aggressione subita dai romagnoli. Mentre i poliziotti abruzzesi cercheranno di identificare quanti più ultras possibile tra i partecipanti all’agguato.

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