Venerdì 30 Settembre 2016 | 00:06

SAVIGNANO

Diffida di Radio Maria: band costretta a cambiare nome

Non si chiamano più come l'emittente ma "R+Amen" con un bel po' di sarcasmo

Diffida di Radio Maria: band costretta a cambiare nome

Il gruppo musicale

SAVIGNANO. Avevano dato vita ad una band dissacrante, che avevano battezzato “Radio Maria”. Ma l’emittente radiofonica cattolica non l’ha presa bene e ha fatto pervenire ad un terzetto savignanese una lettera preparata da un avvocato con cui li ha diffidati a non usare quel nome.

Così, a partire dal giorno di Natale, i “Radio Maria” sono diventati “R+Amen”. E’ questo il nuovo nome scelto dal gruppo, che sulla sua pagina Facebook, con una bella dose di autoironia, si descrive il questo modo: «La musica dal vivo è moribonda. I “R+Amen” le danno il colpo di grazia a suon di elettropunk tropicale. Brutta qualità, superlook ed entusiasmo ingiustificato: il canto di un pappagallo intrappolato in uno smartphone cinese».

La “Radio Maria” sopravvissuta, dopo il “pentimento” dei musicisti che si erano azzardati a rubarle il nome, vanta oltre 30 milioni di ascoltatori in tanti Paesi del mondo ma è stata talmente infastidita dalla band savignanese da mobilitare uno degli studi legali più quotati di Italia per le cause in materia di diritto d’autore. Obiettivo: intimare agli ormai ex “Radio Maria” di non mettere il bollino del suo marchio, registrato e tutelato, sulle loro sonorità afropunk dei tre giovani, che hanno un seguito non disprezzabile ma sicuramente meno internazionale: sono circa 600 i fan che li sostengono sui social network.

Loro non l’hanno presa bene, ma senza scadere nella polemica sterile si sono adeguati, ma non senza una controffensiva sarcastica: «Il 25 dicembre - hanno comunicato - oltre al Bambino Gesù, sono nati anche i “R-Amen”, dopo la rivelazione che ha fulminato i furono R+-++ M+-++ sulla via di Damasco, che avevamo intrapreso per unirsi allo Stato Islamico insieme alla nostra etichetta Falafel Fazz Familia».

Identico il tono del mea culpa: «Ciechi come San Paolo, non avevamo mai considerato che il nome che utilizzavano è prima di tutto un marchio “oggetto di numerose registrazioni in Italia e a livello mondiale e dunque tra i più noti del settore radiofonico” e che inoltre le loro azioni non erano “conformi ai valori e agli obiettivi propri della missione evangelistica” dei titolari del marchio, a cui quindi stavano “arrecando un grave pregiudizio».

Il tropical elettropunk della band, pur con una nuova verginità anagrafica, continua però ad imperversare. I tre musicisti hanno appena lanciato un ciclo di concerti che hanno chiamato “Vaticano Stellare Tour”. Il debutto è stato a Forlimpopoli il 29 dicembre. Martedì 5 gennaio è in programma un concerto “in casa”, al “Sidro Club” di Savignano. Poi saranno in trasferta a Recanati il 15 gennaio e a Verona il 29 gennaio.

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