Sabato 10 Dicembre 2016 | 21:24

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BAGARRE IN CONSIGLIO COMUNALE

Approvata la variante di salvaguardia

Dall'opposizione scenografica protesta

Approvata la variante di salvaguardia
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CESENA. Adottata la variante di salvaguardia. Alle 20 il voto favorevole di Pd, Sinistra per Cesena, PDE. C’è stata poi l’astensione dei 5Stelle che, quindi, nell’atto urbanistico più importante sono vicini al Pd.

Contrari i Liberaldemocratici (favorevoli però, con voto espresso, per 2 punti della delibera su 4), con la fuoriuscita dall'aula di Forza Italia, Ncd, Udc e Lega nord.

Ma prima c’era stata bagarre. Cartelli contro la Giunta e la variante sono stati esposti e sbandierati da tutti i consiglieri delle forze politiche seduti sui banchi della minoranza, dopo che la questione pregiudiziale sulla variante era stata respinta. Con anche il consigliere Marco Casali di Forza Italia che reggendo un cartello sulla testa ha iniziato a far suonare la campanella della presidente del Consiglio comunale. Movimento cinque stelle, Udc, Lega nord, Forza Italia, Liberal democratici, Nuovo centro destra si sono alzati in piedi ed hanno mostrato cartelli polemici ed ironici in segno di protesta. Fra le frasi: “Vogliamo evadere dal Preger pensiero”, “Non consumiamo terreno vergine. La verginità è un valore”, Vergognatevi. Avete sbagliato tutti i prg dagli anni '70 ad oggi”, “Assessore Moretti, il mago della variante” ed anche “La variante: ecco che è arrivato il comunismo smerigliato”. In tutto questo, durato qualche minuto a ridosso delle 17,30, la presidente Rita ricci ha sospeso la seduta, per farla riprendere quando le acque si sono calmante.

La Variante messa a punto per trasformare in agricoli 164 ettari di terreni edificabili è stata la trincea da cui l’opposizione di centrodestra sferra la sua offensiva più dura contro il sindaco.

Ieri i rappresentanti dei gruppi consiliari di minoranza (Forza Italia, Lega nord, Udc e Nuovo Centrodestra), che insieme al Pri e a Fare per fermare il declino si accingono a formare una coalizione contrapposta al centrosinistra, in una conferenza stampa hanno sparato a zero contro l’operazione urbanistica.

Marco Casali (Fi), Antonella Celletti (Lega), Riccardo Cappelli (Ncd) e Giorgio Fiori (Udc) hanno bollato come una manovra “elettoralistica” e “poco chiara” la Variante di salvaguardia. «Se si volevano ridare le carte urbanistiche, bisognava tirarle tutte fuori dal mazzo, e non solo alcune», ha attaccato Cappelli. Perché così - ha aggiunto Casali - «si fanno tornare agricoli 1,6 milioni di terreni potenzialmente edificabili, ma non va dimenticato che quelli inattuati dal Prg 1985 sono 4 milioni». Fiori invita i suoi avversari politici a riconoscere almeno che «in passato hanno sbagliato». A Celletti non piace l’idea che «si stralcino alcune aree, ventilando però la possibilità di trovare accordi, non meglio definiti, per confermarne addivenire a soluzioni diverse in seguito alla fase delle osservazioni, che guarda caso ricade nel periodo pre-elettorale».

Tutta l’opposizione sostiene inoltre che c’è una contraddizione: «Mentre si elimina la capacità edificatoria in 39 aree, mega-comparti come i quartieri Europa e Novello non vengono toccati. E non ci si può nascondere dietro la scusa che sono utili alla collettività perché si farà housing sociale, visto che gli alloggi previsti costeranno 1.800 euro al metro quadrato, che non sono certo prezzi popolari».

Infine, arriva un avvertimento sui danni che l’operazione rischia di procurare sia a tante aziende sia al Comune. Li spiega Cappelli: «Molti dei terreni a cui si vuole togliere l’edificabilità sono a garanzia di mutui ottenuti dalle imprese, che in molti casi dovranno fare i conti con perdite di valore che mineranno la loro stessa sopravvivenza. E che dire delle aziende in liquidazione, dove si comprometteranno i diritti dei creditori che potevano far conto su aree il cui valore crollerà?». Per quel che riguarda l’impatto su Palazzo Albornoz, il rappresentante di Ncd invita a meditare sul «calo di gettito nei bilanci comunali che si avrà, dopo che per anni si sono incassate l’Ici e poi l’Imu nella misura elevata prevista per le aree edificabili». Ma soprattutto Cappelli mette in guardia dai «ricorsi che faranno le imprese, con richieste di risarcimenti milionari al Comune».

In merito, Celletti rivela che uno scenario del genere emerge già in una lettera di diffida inviata in Comune da alcune persone che, al termine di un percorso iniziato del 2001, stanno per chiedere i permessi di costruire relativi ad un’area polifunzionale di 21 ettari in via Fossalta, a Pievesestina: rimarrebbero con un palmo di naso se a quei terreni fosse ridata una destinazione agricola e perciò si sono già riservati di imboccare le vie legali.

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