IL RACCONTO

"Salvato da angeli capaci a rianimare"

Il racconto di un ciclista sopravvissuto

"Salvato da angeli capaci a rianimare"

Al centro Sauro Semprini

CESENA. La giornata di sensibilizzazione dedicata all’arresto cardiaco che si è tenuta ieri al Carisport si è conclusa con la consegna degli attestati di benemerenza a quei cittadini che con il loro celere intervento eseguendo manovre salvavita hanno salvato persone in arresto cardiaco. Tra i premiati le cooperative di bagnini ma anche la squadra che a giugno ha salvato la vita al Sauro Semprini, ciclista colto da arresto cardiaco mentre si trovava a Sogliano. Obiettivo del progetto “Codice Blu per salvare una vita”, il progetto di defibrillazione precoce attivo a Cesena dal 2003 ha come obiettivo principale quello di combattere la morte improvvisa da arresto cardiaco attraverso la distribuzione di defibrillatori e la formazione di volontari. Già questo dovrebbe lasciar intuire il misto di orgoglio e commozione con cui Patrizia Matassoni referente del progetto, Massimo Monti referente regionale per Irc (Italian Resuscitation Council) e Antonio Sosti (responsabile del distretto Cesena del 118 Ausl Romagna) hanno consegnato gli attestati di benemerenza. Tra i premiati tre cooperative di bagnini: quella di Cesenatico, di Villamarina Gatteo e il gruppo di salvamento di Ponente di Cesenatico Lifeguard.

Ma la storia più emozionante è quella di Sauro Semprini, salvo grazie al tempestivo intervento di volontari che hanno attivato la catena dei soccorsi. Erano le 17.45 dell’11 giugno quando è andato in arresto: «Ero uscito in bici - racconta Semprini - mi ero fermato in piazzetta a Sogliano per bere e mangiare una barretta quando mi sono sentito male, se sono qui lo devo a questi angeli».

La prima persona a soccorrerlo e ad avviare il massaggio cardiaco è stata Mirela Duralia, badante rumena che vedendolo cadere si è accorta subito della gravità della situazione. Qualche istante dopo sul posto sono intervenute anche due ex volontarie Alice Giorgini e Sandra Siroli, che passando di lì in macchina al rientro dal lavoro hanno preso in mano la situazione: hanno continuato a praticare le manovre di rianimazione alternando massaggio e ventilazione e hanno allertato il 118. Nel frattempo hanno avvisato anche Antonio Dallara e Giovanni Arcuri, che sul posto hanno portato il defibrillatore in dotazione di una delle ambulanze della croce rossa di Sogliano. A quel punto hanno applicato le piastre del Dae che non appena ha rilevato la defibrillazione ha dato la scossa. «Dopo la scossa è tornato il polso - ricostruisce Sosti - e Semprini anche se ancora incosciente è tornato a muoversi. Nel frattempo sul posto era arrivato anche il personale del 118 che ha accompagnato il paziente all’elicottero che lo ha portato all’ospedale di Rimini nel reparto di emodinamica». Una storia a lieto fine di quelle che aiutano a ricaricare le batterie e che danno senso all’impegno dei tanti volontari e professionisti che pro bono si spendono per questo progetto. Un bell’esempio di come la presenza di volontari formati insieme all’intervento tempestivo dei soccorsi possa davvero fare la differenza.

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