Venerdì 09 Dicembre 2016 | 06:44

CIBO DA STRADA

Report (Rai 3) evidenzia le incongruità del marchio Igp sulla Piadina

Report (Rai 3) evidenzia le incongruità del marchio Igp sulla Piadina

CESENA. Ieri sera all’interno della rubrica “Nutrire il Pianeta”, della popolare trasmissione Report (Rai 3) è andato in onda il servizio video realizzato a Cesena nei giorni scorsi sulla piadina. Il giornalista Giuliano Marrucci, giunto a Cesena lo scorso aprile per registrare la trasmissione, ha realizzato alcune interviste per parlare della opposizione al marchio Igp per la Piadina Romagnola mossa dalla Confesercenti Cesenate e da Slow Food. Nella trasmissione, per approfondire l’argomento sulle incongruenze di questo controverso Igp, sono andate in onda le dichiarazioni di Graziano Gozi, direttore della Confesercenti Cesenate e Gianpiero Giordani, coordinatore della Associazione per la Valorizzazione della Piadina Romagnola. Le riprese si sono soffermate a raccogliere le opinioni delle storiche piadaiole Maria Pavirani, in piazza Fabbri e Donatella Ricci, in viale Marconi, trasmettendo immagini di molti chioschi che costellano Cesena per raggiungere poi anche Nud e Crud, a Rimini, con l’intervista a Sergio Gnassi.

L’importante trasmissione di Rai 3 ha scelto, per parlare della piadina diventata tra i più classici “cibi di strada”, proprio Cesena, l’Associazione per la Valorizzazione della Piadina Romagnola, la Confesercenti Cesenate e Slow Food Cesena, a riconoscimento del fatto che in questo territorio la piadina mantiene intatte le caratteristiche tradizionali e di qualità, grazie al lavoro delle piadaiole. Nella trasmissione è stato anche intervistato un coltivatore del ravennate sanzionato con una multa di circa 4.000 euro dal Corpo Forestale dello Stato, per aver posto in vendita in un mercato piadina prodotta utilizzando la sua farina, con la scritta “Piadina Romagnola”, “evocando in tal modo il prodotto di qualità Piadina Romagnola Igp”. Questo caso (si tratta del primo), paventato proprio tra le più negative e infauste conseguenze derivanti dall’emanazione di questa Igp che va a favorire solo la piadina industriale, desta non poca preoccupazione per il fatto che chi produce da sempre nella maniera più tradizionale la piadina potrebbe ora subire analoghe sanzioni se continuasse a utilizzare la dicitura Piadina Romagnola.

 

 

 

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