Giovedì 08 Dicembre 2016 | 17:03

SCUOLA

Volti giovani e storie atroci contro le mafie

Corteo e messaggi fino in centro con 800 studenti Giardino intitolato alle vittime e madre coraggio

Volti giovani e storie atroci contro le mafie

CESENA. Con una folla colorata di striscioni e bandiere dell’associazione “Libera” di don Ciotti, Cesena ha mostrato il suo volto migliore celebrando la propria giornata in ricordo delle vittime di mafia. Erano circa 800 gli studenti che ieri mattina hanno marciato dalla stazione a piazza del Popolo, leggendo i nomi di chi è caduto sotto i colpi delle cosche.

Trenta le classi coinvolte dagli istituti, “Pascal”, “Versari-Macrelli”, “Comandini”, Geometri “Da Vinci” e dai licei linguistico “Ilaria Alpi” e classico “Vincenzo Monti”. L’iniziativa organizzata in occasione della 20ª “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafia” è stata organizzata dalle scuole insieme al gruppo Legalità Cesenate, di cui fanno parte realtà come Libera Forlì-Cesena, Arci Cesena e il sindacato Spi Cgil, col sostegno attivo dell’amministrazione comunale.

La mattinata si è aperta con l’inaugurazione del giardino intitolato “Giardino Ventuno Marzo-Vittime innocenti di tutte le mafie”, alla presenza di Marisa Fiorani, madre di Marcella di Levrano, vittima della Sacra Corona Unita. «Il nome di mia figlia - ha testimoniato la donna, davanti alla folla degli studenti - da un anno compare nell'elenco delle vittime di mafia. È grazie all’incontro con “Libera” che sono tornata a raccontare la storia di mia figlia con orgoglio, e non con quel senso di vergogna che mi avevano spinto a provare». Marcella di Levrano è stata uccisa all’età di 26 anni. Le hanno fracassato il cranio e hanno abbandonato il suo corpo in un bosco. La sua “colpa”? Aver scelto di denunciare i loschi giri d’affari della Sacra Corona Unita ed essere diventata una collaboratrice di giustizia. «Ogni nome di quella lista - ha aggiunto Fiorani - è una storia che oggi voi avete contribuito a ricordare».

In piazza, a leggere in nomi delle vittime, c’erano anche l’assessore Simona Benedetti e il sindaco Paolo Lucchi, che si è rivolto agli studenti ringraziandoli per la loro passione e per la loro testimonianza: «La mafia è un male che ci colpisce da fuori e da dentro e troppo spesso qua in Romagna la sottovalutiamo, sentendoci lontani e al sicuro. Vi ringrazio per il vostro impegno a nome di tutta la città». (gio.can.)

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