BAGNO DI ROMAGNA

Liceo: lavori per la sicurezza e l'agibilità

Progetto da 89 mila euro aspettando 29 neoiscritti. Sembra allontanarsi l'ipotesi di un nuovo istituto

03/03/2015 - 19:06

BAGNO DI ROMAGNA. La sezione del liceo scientifico “Righi” si prepara per accogliere nel prossimo mese di settembre 29 nuovi studenti iscritti al primo anno nel 2015-2016, a fronte di una ventina di ragazzi in uscita. E finalmente anche i locali dovrebbero essere sottoposti ai lavori necessari per la messa a norma.

La Provincia ha recentemente approvato il progetto definitivo dell’atteso intervento, per una spesa complessiva di 88.770 euro. Era stato richiesto da tempo e riguarderà l’installazione di una scala esterna di sicurezza, la messa a norma dell’impianto elettrico e, a quanto pare, anche un’attrezzatura servo-scala per chi ha difficoltà motorie.

Adesso la Provincia dovrà procedere alla gara per l’affidamento dei lavori, che comunque difficilmente potranno realizzarsi prima delle prossime vacanze estive.

La spesa potrebbe sembrare in contraddizione con le discussioni in corso e le prossime scelte su “scuola diffusa” o polo unico scolastico.

Entrambe queste scelte, almeno da come sono state presentate, comprendono anche la realizzazione di nuovi locali per il liceo: o negli spazi della vecchia scuola media (insieme al rifacimento dei locali per le medie) o in una nuova ed onnicomprensiva struttura del polo scolastico.

In realtà, la messa a norma dei locali dove è attualmente collocato lo Scientifico è una necessità sucui si sta lavorando da anni.

Prima la Provincia, ente delegato agli interventi in materia di edilizia scolastica per gli istituti di istruzione secondaria, ha fatto presente di non poter intervenire su locali non in proprietà.

Il Comune, proprietario della struttura, non aveva i mezzi per intervenire e chiedeva che lo facesse la Provincia.

Alla fine, si è arrivati alla decisione di affidare in comodato i locali in uso alla Provincia, con l’impegno da parte del Comune di contribuire per il 50 per cento alle spese necessarie per la messa a norma; e così è stato. Adesso si dovrebbe procedere: anche questa, in fondo, è “scuola diffusa”.

Alberto Merendi

 

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