IL LUTTO

Morta a 107 anni la pianista di via Mura Porta Fiume

Solo 3 anni fa si era trasferita a Monfalcone, a casa del marito della nipote

21/02/2015 - 11:33

Annunziata Pistocchi

Annunziata Pistocchi

CESENA. Ci sono persone famose che lasciano questo mondo con grande clamore. Ma ce ne sono altre, lontane dai riflettori, che se ne vanno in punta di piedi, eppure sono altrettanto straordinarie e lasciano un segno indelebile nei cuori di chi le ha conosciute.

Di questo secondo gruppo fa parte Annunziata Pistocchi, morta ieri, a Monfalcone, pochi giorni dopo avere festeggiato un compleanno da record. Il 4 febbraio aveva compiuto 107 anni. Da circa tre anni abitava nella città friulana, dopo essere stata accolta a braccia aperte a casa del marito della nipote. Una persona - ricorda la sua ex vicina Liviana Savoia (che le è stata amica per quasi vent’anni) - che «la trattava come una regina», per usare le parole che ripeteva la signora “Tina”, come la chiamavano tutti.

In precedenza aveva vissuto a Cesena, in via Mura Porta Fiume, restando nubile. Probabilmente sono stati i disagi vissuti in occasione del nevone 2012 a convincerla a lasciare la sua città, a cui continuava ad essere molto legata, perché anche quando si è in gamba, come nel suo caso, per gli ultracentenari vivere da soli diventa complicato. Ma è stata una donna eccezionale fino all’ultimo, come ricorda Liviana Savoia, che al telefono l’aveva sentita «ancora lucidissima» quando le aveva parlato il giorno in cui aveva spento 107 candeline.

A dispetto delle oltre 100 primavere, finché è rimasta a Cesena, Annunziata Pistocchi è stata una delle più assidue e vivaci frequentatrici della Croce Bianca, in Contrada Dandini, dove si recava quasi quotidianamente e spesso allietava gli altri ospiti suonando il pianoforte. Anche i suoi vicini si godevano la sua maestria musicale: da pianista professionista quale era stata (suonando anche per Nilla Pizzi, ai tempi dei film muti), si esercitava praticamente ogni giorno. Solo negli ultimi tempi passati a Monfalcone, le forze avevano cominciato ad abbandonarla e aveva rinunciato anche al pianoforte, «perché - racconta la signora Liviana - non riusciva più a suonare bene come avrebbe voluto».

Ma l’indimenticabile donna, della quale verrà celebrato il funerale lunedì, a Monfalcone (per essere poi sepolta nel cimitero locale dove riposa sua sorella), si dilettava anche con il giardinaggio ed era orgogliosa della bellezza e del profumo dei suoi fiori.

Il suo compleanno è stato più volte un’occasione di grandi festeggiamenti, spesso accompagnati dagli auguri del sindaco Paolo Lucchi, che ricorda: «Una di quelle feste fu ripresa da una troupe del Tg Rai regionale, che poi trasmise le immagini anche in altre occasioni, trasformando quasi la signora Tina in una testimonial della vitalità dei centenari. Del resto, quello che colpiva in lei era proprio questo: i suoi occhi brillanti, la sua grande vitalità, la mente pronta, la molteplicità di interessi. Parlando con lei quasi si dimenticava che aveva alle spalle oltre un secolo di vita, tanto era di mente aperta. Una persona davvero fuori dall’ordinario, che ricorderò sempre affettuosamente».

Gian Paolo Castagnoli

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