Sabato 10 Dicembre 2016 | 07:52

EDITORIA AL BIVIO

Fondi che vanno ripristinati a garanzia del pluralismo dell'informazione

Fondi che vanno ripristinati a garanzia del pluralismo dell'informazione

Non posso che condividere gli appelli rivolti al Governo affinché vengano al più presto ripristinati i fondi per l’editoria. Il pluralismo informativo costituisce un principio irrinunciabile che le democrazie hanno il dovere di assicurare soprattutto in una realtà come quella italiana che vede la raccolta pubblicitaria enormemente sbilanciata a favore della televisione. Che con l’avvento di Internet e dei social media il mondo dell’informazione e della comunicazione sia profondamente cambiato è un fatto acquisito, ma è proprio questo passaggio epocale che deve far riflettere, dal momento che per la prima volta nella storia dell’uomo i mezzi di comunicazione di massa sono a disposizione delle masse e dalle stesse sono utilizzati nei modi più diversi per descrivere un nuovo stato della realtà. Se in questo contesto anche il ruolo della carta stampata assume una diversa funzione perché battuta sul tempo dalle news on line e da milioni di telefonini che possono riprendere in qualsiasi momento fatti di cronaca in qualunque parte del mondo, resta comunque di fondamentale importanza che quanto accade intorno a noi possa essere raccontato da un giornalismo libero, capace di approfondire e di fare inchieste.

Come amministratore pubblico rilevo ogni giorno l’importanza di questo racconto nei fatti di cronaca, per quanto accade nella politica, nelle istituzioni o in ambito culturale. E’ per queste ragioni che l’eventuale chiusura di quotidiani a causa dei tagli ai fondi per l’editoria finirebbe per colpire non solo le imprese indipendenti, quelle no-profit e i lavoratori, ma anche le nostre comunità, impoverendole perché private di strumenti che favoriscono la partecipazione a una dimensione sociale che, almeno fino ad oggi, non è stata sostituita dalla piazza virtuale. Ovviamente ciò non significa dover rinunciare a introdurre elementi di innovazione, ma lasciare che sia il mercato con le sue concentrazioni e i suoi limiti l’unico criterio a cui fare riferimento nel campo dell’editoria e dell’informazione, significa correre il rischio di mettere in discussione spazi di libertà e di confronto.

Se si sono verificate delle storture nell’applicazione della legge, il problema non può essere risolto con un indiscriminato taglio dei contributi. Come altri primi cittadini interesserò i parlamentari locali affinché i fondi per l’editoria vengano ripristinati a garanzia del pluralismo dell’informazione.

* sindaco di Santarcangelo

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