Lunedì 23 Ottobre 2017 | 19:04

L'orgoglio di essere giornalisti liberi

L'orgoglio di essere giornalisti liberi

Il monumento dedicato alla libertà di stampa a Conselice

Cari lettori, dopo quattro anni e mezzo è giunto il momento di lasciare il mio incarico di direttore del Corriere Romagna. Non mi dilungo su quel che è stato fatto o no, e ogni giudizio spetta a voi. Quel che mi preme scrivere sono poche cose.

Sono stato orgoglioso di guidare una redazione di giornalisti bravi e liberi. Giornalisti padroni del loro giornale che fanno questo lavoro grazie a coraggio e professionalità, non per una tessera di partito o una raccomandazione, come purtroppo nella nostra Italia è successo troppo spesso...

Sono stato orgoglioso di collaborare con tutti gli altri lavoratori che ogni giorno contribuiscono all’uscita del Corriere Romagna. Tutta gente che sa quanto sia difficile ma anche bello lavorare per un quotidiano.

Ma sono anche orgoglioso di aver diretto un giornale con i lettori che ha il Corriere Romagna: educati, esigenti, preparati, dotati di un alto senso civico. Lettori e cittadini che usano la testa e non la pancia. Persone attente più a conoscere la realtà che a voler piegare ogni fatto alle proprie verità, come purtroppo oggi va di moda, specie fra chi crede basti fare un giro su Facebook per essere informati.
Cari amici, la crisi dell’editoria non è un problema solo dei giornalisti. Le principali vittime di questa crisi siamo noi cittadini, che abbiamo il diritto di essere informati per poter esercitare un ruolo attivo nella società. Se un giorno le notizie in circolo sui social non avranno più come fonte un giornale serio e affidabile (sia esso online o cartaceo) a cosa potremo più credere? Badate bene che saltare il passaggio tra la fonte e il lettore (quel passaggio dove si colloca il giornalista) rischia di “inquinare” la verità e il processo di comprensione di chi deve capire. Senza giornalisti le notizie ci arriveranno, per fare un esempio, direttamente dal Pd o dal Movimento Cinque Stelle. E quando due notizie sono l’una il contrario dell’altra? A chi credere? Finché la gente avrà un granellino di sale in zucca non potrà affidare il suo sapere a un sito che si chiama “Viva il Movimento Cinque Stelle” o “Viva il Pd” o anche “Viva Silvio”. Quando parliamo di informazione l’imparzialità ha un valore altissimo.
Sto esagerando con le mie preoccupazioni? Non direi.
Negli ultimi due anni due dei quattro quotidiani cartacei che facevano informazione locale in Romagna hanno chiuso. Noi cittadini non possiamo esserne contenti. Qualcuno invece, in segreto, canta vittoria: meno giornalisti meno controllo. Mi si dirà: c’è il web! Il web, per il momento, a livello locale, non produce ricavi tali da permettersi redazioni in grado di fare inchieste o quel giornalismo di approfondimento che molti cittadini (giustamente) vogliono.
E allora? Allora cerchiamo di tenerci stretti i nostri giornali e i nostri giornalisti. A cominciare da chi, a partire da oggi, prende il mio posto, Giacomo Bedeschi, un professionista serio e capace a cui passo volentieri il timone di questa barca.

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