Lunedì 21 Agosto 2017 | 21:36

BALNEAZIONE

Quel patto di fiducia ha bisogno di verità

Mancati divieti di balneazionesi allarga la platea degli indagati

RICCIONE. C’è un patto di fiducia non scritto con il turista (e il riccionese) che dev’essere rispettato: sulle condizioni del mare e di conseguenza della salute non si può mentire. Mai.
Non fare mettere i divieti di balneazione significa infatti tradire maldestramente la fiducia in nome di un’economia nostrana che alla lunga non beneficerà affatto di una menzogna.

Il tentativo dei vari indagati è piuttosto chiaro: non faccio appendere i cartelli con i divieti che Arpae mi impone di mettere a tutela di chi fa il bagno perché così non scateno un allarme sociale sul bene più prezioso di questo territorio, il mare. Le bugie, però, notoriamente hanno le gambe corte e finisce così che il turista (e il riccionese), che prima sapevano con certezza quando fare o non fare il bagno, ora - appreso che la sindaca i divieti non li fa mettere - vivranno sempre nel dubbio e magari sceglieranno altri lidi. In questa vicenda resta poi un interrogativo: perché è stato sostituito il dirigente, Daniele Salvatori, unico non indagato di questa inchiesta? E’ un fatto che il nuovo arrivato è subito finito nel registro degli indagati proprio sui divieti di balneazione. Sarà un caso? 

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