Sabato 10 Dicembre 2016 | 06:01

CICLOTURISTI IN FUGA

Arlotti e 40 parlamentari in pressing sul Governo

I dati del settore

 Arlotti e 40 parlamentari in pressing sul Governo

Tiziano Arlotti sul Monte Carpegna

RIMINI. Ormai rischia di non fare più notizia. La strade sono disastrate e i cicloturisti rischiano costantemente di finire a terra a causa delle buche. E di farsi male. Molti pubblicamente lo hanno già detto: in Riviera si sta bene ma si pedala male, nonostante un entroterra da favola, salite meravigliose, borghi stupendi. I titolari dei bike hotel lo hanno detto in tutte le lingue: mettete a posto le strade oppure una fetta importante del turismo migrerà altrove. Di soluzioni non se ne sono viste. La sindaca di Coriano, Domenica Spinelli, lo ha ammesso candidamente quando le è stato chiesto conto dei crateri presenti sulla strada di fondovalle del Marano: non ho soldi. Soluzione? «Metto un autovelox così almeno le auto andranno più piano». Il campione del mondo Maurizio Fondriest ha girato un video a Riccione (le cui strade non vengono accusate) per dire che l’asfalto dell’entroterra è penosa. Ora interviene il deputato Tiziano Arlotti.

di TIZIANO ARLOTTI*

Le osservazioni espresse dal campione Maurizio Fondriest e dal direttore del Corriere Romagna Pietro Caricato sono in piena sintonia con gli obiettivi della risoluzione da me depositata già lo scorso anno in commissione turismo della Camera, con le firme di oltre 40 colleghi parlamentari, che impegna il Governo a sviluppare le potenzialità del cicloturismo. Risoluzione che integrerò ulteriormente per chiedere interventi a sostegno di un segmento turistico che in realtà come la nostra ha un impatto notevole.

Ricordo solo alcuni dati: nel biennio 2014-2015 in Italia ci sono state più di 1.500.000 presenze nel cicloturismo, di cui circa 300.000 in Emilia-Romagna. Di queste, circa il 50% nella sola Riccione con una quota dominante dei mercati esteri pari a circa all’89%. I fruitori sono di un’ampia fascia d’età: dai 25 ai 35 anni per gli appassionati di mountain bike, dai 40 ai 60 anni per i ciclisti da strada (oltre l’85% dei clienti), per lo più uomini. I paesi di provenienza dei ciclisti dei Bike hotels in Emilia-Romagna sono Germania-Austria-Svizzera 52%, Francia 13%, area UK 9%, Usa 7%, Italia 3% e altri paesi come Canada-Australia-Israele-Scandinavia che insieme rappresentano il 16%. I Bike hotels in tutta la regione sono circa 70, alcuni operanti con clienti ciclisti da anni.

Quello cicloturistico è inoltre un segmento che aiuta la destagionalizzazione, dato che i flussi si registrano non solo nei mesi estivi ma anche in quelli immediatamente precedenti e successivi (marzo e aprile, settembre e ottobre), e i cicloturisti sono di livello economico e culturale medio-alto, interessati ad arte, cultura, enogastronomia. Manifestazioni come la Nove Colli e gli altri eventi ciclistici, infine hanno creato un movimento straordinario divenendo eventi di primo piano.

Tutto questo conferma l’esigenza di mettere in atto politiche che, soprattutto in territori come il nostro, abbiano particolare attenzione per la cura, la valorizzazione, la manutenzione e la tabellazione dei percorsi cicloturistici della Riviera, del Conca, del Marecchia e delle altre vallate. Sarebbe opportuno che le amministrazioni locali potessero intervenire destinando risorse a progetti specifici con il sostegno di specifici finanziamenti statali, secondo il modello di compartecipazione già previsto nel decreto Cultura e turismo che ha finanziato ad esempio con 40 milioni di euro i Percorsi di San Francesco e la via Francigena. Per questo continuerò a impegnarmi, chiedendo nella mia risoluzione l’impegno del Governo per valorizzare l’offerta turistica di prodotti e pacchetti dedicati ai cicloturisti, stanziare risorse specifiche per i percorsi e favorire strategie di promozione.

*deputato del Partito democratico

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