AMBIENTE

Leggere l'Adriatico dal colore dell'acqua

Un mosaico di 7 mari in un unico bacino

di ATTILIO RINALDI*

19/08/2014 - 18:48

Leggere l'Adriatico dal colore dell'acqua

La costa romagnola vista da Gabicce monte

Partenza da Lussino alle 16.00, mare piatto, rotta per est su Cesenatico dove si prevede di arrivare la mattina successiva alle ore 8.00. Il ritorno dopo una breve vacanza nelle limpide acque croate. Quello che in genere colpisce, e per questo tanti pongono domande sulle ragioni di ciò, sta tutto nel fatto che in non più di un centinaio di miglia si passa dalle cristalline acque croate a quelle del versante occidentale dell’Adriatico con acque verdi ed in genere più torbide. Una corretta terminologia, a mio avviso, dovrebbe essere in questo caso la seguente: non si tratta di acque più brutte ma bensì diverse perché diverse sono le condizioni oceanografiche ed orografiche che caratterizzano i sottobacini dei due versanti.

 

Lo stesso D’Annunzio coglieva questa condizione. Nel 1903 sull’Alcyone, una poesia lirica dedicata ai Pastori recita:

 

… E’ tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare. Scendono all’Adriatico selvaggio che verde è come i pascoli dei monti.

 

Come principi di fondo è bene ricordare quanto in genere emerge dal dibattito scientifico sul nostro mare. Viene dai più fatta notare la straordinaria diversità tra le aree che lo compongono. Una constatazione oggettiva per lo più dovuta alla conformazione geologico-sedimentaria, morfologica, batimetrica, idrologica e alle sue caratteristiche meteo-climatiche. Una complessa parcellizzazione territoriale in un mare relativamente piccolo. Basti pensare alla parte caratterizzata da fondali mobili e poco profondi come quelli corrispondenti alla parte nord-occidentale, all’area rocciosa della sponda orientale, al sistema insulare dell’arcipelago delle Tremiti se non a quello della costa dalmata, ad aree profonde come la Fossa di Pomo o, ancor più profonde, come quelle della vasta depressione che si trova al traverso di Bari. Nel considerare l’aspetto fisico-chimico, si pensi poi all'area interessata dagli apporti del Po e degli altri corsi d’acqua drenanti il bacino padano, quindi bassi valori di salinità e alti livelli di trofia, una condizione opposta si rileva nella parte meridionale ed orientale con alti valori di salinità e un basso livello trofico. Poi la temperature delle acque; la parte settentrionale mostra escursioni termiche tra inverno ed estate di 23-24 °C; in nessuna altra parte del Mediterraneo vi sono simili condizioni. In pieno inverno si arriva a 3 °C, 27-28 °C a metà luglio. Nella parte meridionale vi è al contrario un regime termico simile a quello del basso Mediterraneo. A tutto questo si aggiungano condizioni estreme nei valori di trasparenza e stratificazione delle acque. E’ indubbio che tale variabilità va oltre alle percezioni visive ed estetiche, gioca nel contempo un importante ruolo nella diversificazione specifica degli organismi che vi vivono. A parità di superficie l’Adriatico, per le condizioni sopra enunciate, presenta diversificazioni in termini di biodiversità tra i più elevati del Mediterraneo

 

Un mosaico di 7 mari in un unico bacino, quello adriatico. Calando la nostra attenzione sull’area settentrionale, appare importate evidenziare la quantità degli apporti immessi dai fiumi che drenano la grande pianura padana, il Po in primis anche se non solo. Sul versante opposto troviamo una frastagliata catena montuosa che si erige sulla costa, viene percorsa da torrenti che nel loro insieme trasferiscono a mare quantità irrilevanti di acque dolci. Il sistema drenante dell’intero territorio dell’ex Jugoslavia scarica nel Mar Nero attraverso il vasto sistema drenante confluente nel Danubio.

 

Da considerare inoltre la circolazione delle correnti adriatiche. Nel prendere in considerazione l’intero Adriatico si può affermare che le correnti marine dominanti tendono ad assumere una circolazione con senso antiorario il cui flusso in entrata risale lungo il versante orientale per poi ridiscendere da quello italiano. Vortici e diramazioni dal flusso principale, sempre in senso antiorario, si formano in genere all’altezza del medio e alto Adriatico. Le caratteristiche della corrente risalente orientale, differiscono profondamente, in senso fisico-chimico, da quelle della corrente discendente occidentale. Dallo Ionio si immettono acque con elevata salinità, povere di sali nutritivi (azoto e fosforo), con bassi livelli di biomassa fitoplanctonica in sospensione e, conseguentemente, con elevate trasparenze. Quelle discendenti tendono a subire un rilevante calo nei valori di salinità per i contributi di origine fluviale, sono in genere ricche di sali nutritivi, con livelli di trofia medio alti (abbondante presenza di biomassa fitoplanctonica in sospensione) e più torbide.

 

Fisiologicamente diverso appunto non più brutto.

 

*Centro Ricerche Marine

 

 

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