ROBERTA MAZZA

«La vela d’altura può uscire dalla crisi grazie alle donne»

La nuova presidente del Circolo velico riminese: «Negli ultimi anni nei nostri corsi le veliste sono più numerose degli uomini»

08/10/2018 - 11:38

«La vela d’altura può uscire dalla crisi grazie alle donne che vanno per mare»

RIMINI. È entrata al Circolo Velico Riminese nel 2012 per un corso di avvicinamento alla vela. Oggi, dopo solo sei anni, è diventata la presidente. Roberta Mazza, 52 anni, dipendente del Comune di Rimini, è anche ufficiale di regata e istruttore federale di vela d’altura. Guida lo storico circolo che inventò la Rimini-Corfù-Rimini dalla scorsa settimana, prima donna nella storia del club, una delle poche ai vertici di un mondo che resta ancora oggi molto maschile.

Donne e vela d’altura: negli ultimi anni si sono fatti dei passi avanti?

«Sì. Negli ultimi due o tre anni ai nostri corsi (avvicinamento, perfezionamento, regata, patente...) ci sono più donne che uomini e parliamo ogni anno di 50-60 persone. La vela d’altura sta attraversando un periodo di crisi perché richiede investimenti e negli ultimi anni la crisi economica si è fatta sentire, ma ritengo che le donne possano dare il loro contributo per far ripartire questo mondo».

Ha dovuto affrontare dei pregiudizi, delle difficoltà?

«Certo. Nell’andare in barca, anche perché ho iniziato tardi e nella vela d’altura la forza fisica può fare la differenza. Per quanto riguarda gli incarichi che ho svolto, invece, più che un pregiudizio maschile c’è un abitudine a comportarsi in un certo modo, ma quando fai notare questa cosa non è che poi ti emarginano! Anzi, mi sembra che si superino anche certi modi vecchi di pensare con più facilità».

Quale è l’identikit di chi frequenta i vostri corsi?

«L’età media è attorno ai 40 anni. Di solito si tratta di persone che vogliono prendere la patente nautica e vogliono approfondire la parte velica, oppure hanno provato una vacanza in barca e la cosa è piaciuta molto, oppure ancora perché hanno amici che praticano la vela e vogliono provare...».

Per lei come è iniziato tutto?

«Quando vedevo le barche in mare ne ero attratta. La cosa mi incuriosiva. Così ho fatto il passo e devo dire che più salivo a bordo e più questo mondo mi affascinava. Ho fatto conoscenze piacevoli. Ho stretto nuove amicizie. All’inizio non volevo dedicarmi all’attività sportiva. Poi, un giorno, Oscar Semprini, che allora faceva l’istruttore, mi portò a vedere in mare la partenza della Rimini-Tremiti. Le barche partirono col vento in poppa e al momento del via tutte all’unisono lanciarono i loro spinnaker. Fu un’immagine bellissima e così mi esplose anche l’amore per le regate, un mondo fantastico fatto di avventura e libertà. La cosa oltretutto bella è che la vela è anche una scuola di vita. Le cose che ho imparato mi servono anche nella vita di tutti i giorni: affrontare i problemi senza panico, aspettare che le tempeste passino senza incaponirsi andando controvento, fare affidamento sulle altre persone fidandosi, rispettare il proprio ruolo...».

Quali sono gli obiettivi del gruppo dirigente appena eletto?

«Vogliamo fare sempre più della nostra sede un ambiente nel quale ritrovarsi e conoscere nuovi amici, un luogo dove si può parlare di vela e praticare la vela anche aiutati dal fatto che non è necessario essere armatori di una barca. Il circolo infatti mette a disposizione dei soci quattro imbarcazioni: per fare le regate ma in certi periodi anche per fare crociere, per esempio in Croazia. Vogliamo incrementare il settore della scuola e dar vita a una importante regata d’altura da inserire nel calendario, da affiancare ai nostri campionati invernali e autunnali che già hanno molto successo. Vogliamo infine spingere sempre più nella collaborazione con gli altri circoli cittadini: il successo del Trofeo Città di Rimini dimostra che con la collaborazione si ottengono buoni risultati».

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