BIBLIOTECA DI BORDO

Circondati dal mare in un riassunto del mondo

Il libro di Silvia Ugolotti: “L’inquietudine delle isole. Piccole fughe tra atolli e arcipelaghi”

di FABIO FIORI

20/08/2018 - 12:39

Circondati dal mare in un riassunto del mondo

Isole, isole, isole! Anche quest’anno qualcuno c’è già stato, mentre altri devono ancora partire. Tutti comunque continueranno a sognarle per tutto l’autunno e l’inverno. Isole istriane e dalmate, per i marinai romagnoli che magari per una volta avranno raggiunto quelle ioniche o favoleggiano da anni quelle egee. Di certo l’Adriatico e più in generale il Mediterraneo orientale offrono all’insulomane migliaia di sogni, che diventano milioni se le sue attenzioni comprendono anche scogli e barene oppure isole leggendarie e mitologiche. Una passione che può avere tante spiegazioni, razionali o irrazionali.

Un amore per i viaggi

Per Silvia Ugolotti, che ha appena pubblicato “L’inquietudine delle isole. Piccole fughe tra atolli e arcipelaghi” (Ediciclo Editore, pp. 91, 9,50 euro), “l’isola traduce in geografia la ricchezza dell’esistenza umana, è metafora, un riassunto del mondo e dei suoi principi”. L’autrice che è nata e vive in pianura, dichiara subito il suo amore per i viaggi che spesso, in maniera programmata o casuale, si sono conclusi su un’isola. “Mi piace pensare che siano le isole a chiamarmi, perché io torni a trovarle, come nelle fiabe di bambina”.

Con altrettanta chiarezza riporta però subito anche le parole disincantate di un pescatore che su un’isola ci vive, precisamente a Sant’Antioco, che per altro oggi non è più neanche un’isola ma una penisola, perché collegata alla grande madre Sardegna, con un istmo artificiale, luogo comunque prediletto dall’autrice. Christian, con tutta la ruvida semplicità dei pescatori, ci avverte che l’isola può essere anche inferno, perché è spesso “una cosa e il suo contrario”.

Altrettanto illuminante è la testimonianza di Elizabeth Chatwin, moglie e qualche volta compagna di viaggio di Bruce, il più noto degli scrittori nomadi del Novecento. Lui ci ha “insegnato che per viaggiare davvero bisogna sapere dove andare, ci deve essere una ragione. Non si può vagabondare inutilmente. Lui cercava i paesaggi, le luci, le solitudini ma anche la gente e le loro voci”. Noi insulomani e velabondi abbiamo una particolare sensibilità non solo per il dove ma anche per il come, perciò crediamo che l’unico modo per raggiungere le isole sia alzando una vela, confidando nella grazia dei venti. Consapevoli che qualche volta sarà necessario sudare al remo, come ben sapevano gli antichi.

Per chi invece prende un aereo o un traghetto, allora è tutto più facile e diventa possibile anche raggiungere isole lontane, le Cook nel Pacifico o le Azzorre nell’Atlantico, isole gelide, le Faroe o l’Islanda. Quest’ultima è la seconda isola del cuore di Silvia Ugolotti, “un paesaggio di ghiacci che scendono fino in mare con un cuore di fuoco, deserti lunari, vallate di verde e cotone artico. Una terra che per mesi interi è solo luce e per mesi interi è solo buio. L’Islanda non conosce sfumature, epica … ha una radicalità geografica e la natura svela riflessi arcaici”.

Riferimenti letterari

Non mancano tanti riferimenti letterari, perché le isole, fin dalla notte dei tempi, in ogni angolo del Pianeta e in particolare in Mediterraneo sono teatro di mille avventure, a partire da Omero, il primo e il più epico degli insulomani, che dei velabondi per necessità narrò le gesta.

Questo libro allarga l’orizzonte, non solo geografico, di una fortunata collana, “Piccola filosofia del viaggio” di Ediciclo, un editore veneto partito trent’anni fa in bici e arrivato molto, molto, lontano nella difficilissima sfida editoriale. Ha infatti saputo capire in anticipo che il popolo dei pedalatori e dei camminatori stava crescendo, che il viaggio poteva ritrovare un senso solo se si era disposti a rallentare, per dedicare il tempo necessario alle capacità sensoriali e intellettuali dell’uomo. Idee che attraverso autori italiani ed europei si sono sapute tradurre in narrazioni ad ampio raggio, spaziale e culturale. Gli oltre trenta titoli della “Piccola filosofia del viaggio” sono oggi un cult per viaggiatori di ogni tipo, accomunati dalla passione per la lentezza.

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