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"Vele di famiglia", la tradizione marinara del porto di Cattolica

Il Museo della Regina inaugura una collana editoriale con la flottiglia da pesca degli anni 1920-1950

20/02/2018 - 18:54

"Vele di famiglia", la tradizione marinara del porto di Cattolica

Foto storica con trabaccoli al porto di Cattolica

CATTOLICA. È dedicato al mare il quaderno numero 1 di Litus, la nuova collana editoriale del Museo della Regina di Cattolica a disposizione online e gratuitamente. “Vele di famiglia”, il libro ideato e progettato dalla direttrice Marialuisa Stoppioni, è frutto del lavoro di Laura Ceccolini e Stefano Medas. In esso, anche attraverso le tavole di Sebastiano Mascilongo, si racconta la flottiglia da pesca che negli anni dal 1920 al 1950 aveva come base il porto di Cattolica e Gabicce.

“Per la città di Cattolica”, spiega nella sua presentazione il sindaco cattolichino Mariano Gennari, “di vitale importanza sono stati e sono ancora oggi la marineria, la pesca, la cantieristica navale, e il mare, più ancora della spiaggia, su cui si sono formate intere generazioni e larghe stirpi”.

Vele al terzo

Il testo presenta un saggio di Stefano Medas sulla vela al terzo, storia ed etnografia delle vele dipinte dell'Adriatico con Chioggia che rappresenta il più importante centro peschereccio dell'alto Adriatico dal XVII alla metà del XX secolo con comunità di pescatori che si trapiantarono in Romagna, in Istria e nel Quarnaro. Ed è proprio dalla laguna veneta che sembra aver avuto originela vela al terzo.

Perché “vele di famiglia”? Come spiega Laura Ceccolini, alla fine degli anni Quaranta erano circa un centinaio le barche da pesca in attività nel porto di Cattolica e Gabicce. Per la vendita del pesce era di estrema importanza il riconoscimento tempestivo di una barca e di conseguenza la vela era lo strumento principale. “Le raffigurazioni delle vele”, spiega Ceccolini, “si limitavano a semplici composizioni di disegni geometrici, con combinazioni di due o tre colori soprattutto nelle tonalità del giallo, del rosso e del nero, colori che in mare risultavano maggiormente visibili in tutte le condizioni in quanto complementari all'azzurro”. In una società dove il dialetto e i soprannomi erano dominanti, il soprannome identificava la barca, il proprietario o il comandante. Soltanto attraverso l'incrocio dei dati consentito dai registri della Capitaneria di Cattolica e di Gabicce è stato possibile catalogare le vele ritratte nelle tavole di Mascilongo. Un lavoro che comunque deve ancora proseguire per definire ancora un 50 per cento di barche del periodo considerato.

Le tabelle

Di particolare impatto le tabelle realizzate da Laura Ceccolini che fotografano la situazione della flotta peschereccia di Cattolica e di Gabicce sul finire degli anni '40. In esse accanto alle tavole di Mascilongo (e come detto non per tutte) sono iscritte il nome della barca, il soprannome, il comandante, il tipo di barca, il maestro d'ascia, l'anno di registro del porto, e note come affondamenti, acquirenti e passaggi di proprietà. Il volume è consultabile a questo link: http://www.cattolica.net/retecivica-citta-di-cattolica/sites/default/files/statici/museo/veledifamiglia.pdf.

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