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I cento racconti di Carlo Romeo

"Di mare, barche e marinai": storie per prendere il largo

16/11/2015 - 13:46

I cento racconti di Carlo Romeo

Carlo Romeo in navigazione

RIMINI. Il viaggio non è solo il percorso fatto a piedi, in auto, in aereo o in barca con il quale conosciamo posti e persone nuove o facciamo esperienze. Il viaggio è anche un percorso della nostra mente per approfondire le nostre conoscenze, per farne di nuove, per scoprire nuovi mondi. Deve pensarla in qualche modo così anche Carlo Romeo con il suo “Di mare, barche e marinai” (Mursia editore), un libro col quale ci invita apertamente a “prendere il largo” verso gli uomini, le navi e i misteri del mare.

Il direttore generale della Rtv San Marino di viaggi (nei due sensi di cui sopra) ne ha fatti tanti. E’ stato inviato di guerra in Libano, in Africa, nella ex Jugoslavia. Ha insegnato giornalismo. Ha diretto le sedi Rai della valle d’Aosta e dell’Emilia-Romagna e il Segretariato sociale della Rai. Già autore di libri dedicati al mondo del mare (“Boatpeople” e “Mollare gli ormeggi”) con quest’ultimo lavoro ci accompagna attraverso cento storie nel fantastico e sempre affascinante rapporto tra l’uomo e il mare.

Con l’ironia del saggio e la sobrietà e la concretezza del marinaio ne esce fuori un volume che diventa un ottimo compagno di viaggio per la nostra mente, una miscellanea di storie vere e inventate.

Come la vita è fatta di gesti ordinari e di momenti indimenticabili, così il libro del velista Romeo passa dai consigli per l’ormeggio al racconto dei due ammiragli in pensione che incrociano l’Amerigo Vespucci ricevendone gli onori. Dalle ironiche rappresentazioni dei vizi italiani passa ad abbozzare qualche pennellata del ritratto di un grande della storia come Horatio Nelson. Argomenti che i marinai di oggi possono intavolare seduti nel pozzetto di una barca o attorno a una tavolata di amici.

Romeo dispensa consigli, per esempio su come fare quando si acquista una barca (“sempre meglio una perizia firmata e fatturata” … “il vecchio armatore a portata di mano anche dopo l’acquisto”). Cita Seneca e il suo concetto di comando. Si immagina un Piero della Francesca vecchio e cieco davanti al mare di Rimini poco prima della morte avvenuta lo stesso giorno della scoperta dell’America. E poi ancora apre scorci di storie di mare dalle vite di John Wayne, di John Fitzgerald Kennedy e Humphrey Bogart. Ricorda la barca che fu di Lucio Dalla, il canale di Leonardo da Vinci a Cesenatico, la scaramanzia di chi va per mare. Mette i panni dell’omino che sfrutta una banchina pubblica per fare soldi… e infine si adagia su un ricordo personale di una guardia di notte per salutare i lettori.

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