Multiamo noi le istituzioni
TASSE E IMPOSIZIONI
Multiamo noi le istituzioni Non passa giorno che il nostro Paese, gestito ancora in forma borbonica, non ci affligga con “stupide” tasse, imposte e balzelli. Tanto per non fare elenchi fastidiosi citiamo le ultime due, che sono oggetto di critica.TASSA SULL’OMBRA – in atto dal 1997 – colpisce le attività private (non si fa cenno a quelle pubbliche naturalmente – Uffici postali per esempio) che hanno una insegna, anche di pochi centimetri, che proietta un’ombra sul suolo pubblico. L’ASIT (Associazione Sindacale Imprenditori Terziario) anziché contrastare l’illegittimità di una “stupidità” di questa levatura quasi giustifica la richiesta trattandosi in fondo di pochi Euro annui, circa 80. Vogliamo provare a moltiplicarli per tutte le attività munite di insegna come sopra indicato? Qualche milione di Euro. Vogliamo anche chiedere a detto Sindacato quale vantaggio economico ne riceve o di quale utilità è ai suoi “ignari” iscritti o tesserati? Gli Enti pubblici utilizzeranno il loro “esattore” (Equitalia - nome poco appropriato in quanto di equo c’è assai poco) per riscuotere questo infamante gabello?
SALDI: mi rivolgo al Sig. Gnassi e ai suoi collaboratori, i Vigili Urbani, che in questi giorni si stanno prodigando a “elargire” non servizi di vero interesse pubblico, ma solo multe (come loro costume), per “impinguare” la Casse Comunali (da quando il Sig. Tremonti ha fatto ridurre i finanziamenti ai Comuni i Sindaci fanno di tutto e di più per “punire” e “vessare” i cittadini con multe di ogni tipo). Verificano nei negozi l’esposizione dei prodotti appellandosi alle normative della Legge Regionale sui saldi, con una “scrupolosità” impressionante. La norma recita: ”il venditore ha l’obbligo di indicare il prezzo di origine del prodotto, la percentuale di sconto apportato e il risultante prezzo finale applicato alla cassa” - “i prodotti ovunque collocati (vetrina, scaffali, manichini) devono indicare il prezzo in modo chiaro, inoltre tali prodotti devono essere tenuti separati da quelli venduti a prezzo pieno”. Come fare se il negozio è poco più di 60/70mq? (nella norma viene suggerito che se vi sono due o più locali uno è da destinarsi ai saldi). Non è forse sufficiente l’indicazione ben chiara e vistosa dei prezzi? Non è sufficiente che siano collocati in modo che già visivamente il Cliente possa individuare la tipologia del prodotto? Troppo facile, meglio multare (si parla di 1.000 Euro) e punire i Commercianti, già vittime della situazione di “crisi globale” e di altre “verifiche”. Come si comporterà la Confcommercio di Rimini di fronte a questa nuova “violenza”? Cosa dobbiamo ancora aspettarci dai gestori delle “Res Publica”? Quante altre angherie dovremo subire nei prossimi mesi? Un’idea: dovremmo unirci e creare noi stessi un “ENTE PRIVATO” che controlli e multi le Istituzioni Pubbliche per il loro “mal costume e mala gestio”.
Pier Luigi Cignoli
Rimini
