La corruzione e il debito pubblico

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La corruzione e il debito pubblico Sui quotidiani appaiono i titoli in prima pagina: Corruzione in crescita. Tutti gli italiani intelligenti, ed anche quelli un po’ stupidi, ne erano al corrente. Oggi c’è la conferma ufficiale. Si palesano alcune cifre... quelle conosciute. La punta dell’iceberg. Non succederà niente. Anche con le mani nella marmellata, per processarli od arrestarli, ci vuole il loro “consenso”. Che civiltà la nostra, in carcere ci sono scippatori che per 50 euro stanno dentro anni, oppure al pensionato che ha rubato il pollo per fame lo multano di 10000 euro altrimenti la prigione. In compenso esce Tanzi... poverino. In Toscana “poverino” significa sette volte bischero. Mi sa che i ruoli si siano invertiti. Ma quello che mi intriga di più, sono le cifre. Nella mia famiglia se alla fine del mese mancano dieci euro, non se ne accorge nessuno. Se ne mancano duecento, il discorso cambia, come la percentuale in base alle entrate. In un partituncolo come la margherita non si rendono conto che spariscono dodici milioni di euro. Il, secondo me capro espiatorio, il contabile tratta.... be’ restituisce la metà in cambio di una lieve condanna. Magari agli arresti domiciliari. Vengo al dunque. I dodici milioni sono quelli scoperti. Certamente non i reali. Adesso ribaltiamo la percentuale e le cifre in partiti come il PDL, PD, LEGA, UDC, etc, etc. Viene da pensare che il debito pubblico italiano, quello per il quale noi poveri citrulli veniamo spolpati, oltre ad avercelo creato, i nostri politici, lo posseggano fisicamente. La cosa più nauseante di tutto questo è che continuano impunemente a derubarci e noi siamo impotenti di fronte a leggi fatte “ad personas” in prima battuta ed “ad personam” in seconda, rendendo legale, dopo tangentopoli tutto quello che prima non lo era. Se come si legge, la cifra è intorno ai sessanta miliardi di euro l’anno, i conti sono presto fatti. Con un’altra classe politica, non onesta, almeno non completamente, saremmo più ricchi della Svizzera. Cordiali saluti Muzio Berardo
Faenza